3.11.2025. Siamo un paese bigotto e profondamente ipocrita. Se non vivi per consumare e ti azzardi a mettere in discussione un sistema derelitto, pieno di falle e creato per renderti schiavo di tutto (oggetti, pareri, lavoro, soldi… e la lista può continuare all’infinito), allora il problema sei tu.

Viviamo il completo paradosso. Chi decide di vivere in contatto con la natura, gli animali e vivere tempo di qualità con la propria famiglia, viene condiderato un disadattato. Mentre quelli allevati a fast food, centri commerciali e tablet, sarebbero un modello da seguire.

Per non parlare della scuola. I bambini “devono” andare a scuola. Ma per cosa? Studiare in ambienti fatiscenti e insicuri, imparare che se si prende un brutto voto tutta la famiglia può andare a minacciare (o peggio) la maestra/i, o meglio ancora (la mia preferita) per socializzare, dove hai ragazzini che crescono con la testa vuota, pensiero critico zero e stanno uno di fianco all’altro con il telefono in mano, senza manco parlarsi??! Eh beh caspita, in effetti, studiare a casa mi sembra molto più pericoloso. Metti poi che sti bambini imparino a sviluppare connessioni umane (e con l’ambiente circostante) più profonde… sarebbe drammatico per la società attuale.

Ma i peggiori di tutti, sono i sedicenti giornalisti, che giornalisti non sono. Perchè il giornalismo, quello vero, è altra cosa. È cosa seria. E purtroppo di giornalisti veri ce n’è sempre di meno. Ma la maggiorparte di quelli che si definiscono tali, non son altro che pennivendoli e di scarso valore anche, che non sanno neanche di cosa scrivono. Sanno solo fare titoloni ad effetto (anzi magari li ha pure aiutati ChatGPT), ma di sostanza non hanno nulla.

Io posso solo sperare che ci sia sempre più gente che si renda conto che è arrivato il momento di invertire la rotta. Di staccarsi da questo modello incancrenito di sopravvivenza che ci è sempre stato insegnato essere la normalità e s’inizi a dire basta a tutta questa follia.